Arsenale Militare Messina

capacità industriali

un rinnovato punto di riferimento nel mediterraneo

L’Arsenale di Messina rappresenta un importante sito di supporto per la revisione, la riparazione e la manutenzione delle Unità Navali militari e civili. Nei suoi 56.000 mq di estensione, oltre a rappresentare uno strumento di lavoro vero e proprio, costituisce una struttura tecnico logistica di rilievo. Infatti, non solo interviene per la manutenzione e la riparazione di apparati e impianti dal contenuto tecnologicamente elevato, ma dispone di magazzini di materiali, di mezzi di trasporto, sollevamento e da lavoro propri ed è responsabile di tutti i servizi necessari alle Unità navali in sosta manutentiva (energia elettrica, acqua, gestione scarichi).

I servizi offerti dall’Arsenale riguardano principalmente l’esecuzione di interventi tecnici di alta tecnologia legati alle attività di cantieristica navale, congegnatoria, impianti e tubisteria industriale, carpenteria leggera e pesante, lavorazioni meccaniche, elettriche, elettroniche, revisione, verifiche e collaudi.

L’Arsenale, arricchito dalla presenza di un bacino di carenaggio in muratura di 125 mt di lunghezza e 25 mt di larghezza, dispone di 3 banchine d’ormeggio per un totale di circa 400 metri.

Tra i servizi offerti si annoverano: Revisione generale di Apparati Motori e Generatori Elettrici targati Wartsila, MTU, MAN, GMT, Isotta Fraschini, Ruggerini, Officine Meccaniche (O.M.), Caterpillar, IVECO/AIFO, Volvo.

Il servizio di manutenzione comprende inoltre motori elettrici (monofase e trifase) con potenza massima di 120kVA e generatori elettrici di corrente continua e corrente alternata con potenza massima di 250kVA, elettropompe e motopompe servizi vari, macchine elettriche, teleavviatori, quadri elettrici di potenza e di servizio e di ausiliari, interruttori SACE, fanaleria e segnamenti, motobarche, salvagenti collettivi e individuali.

L’arsenale è in grado di assicurare le manutenzioni su argani, verricelli, gru, sistemi oleodinamici, depurato olio e gasolio, elettrocompressori, impianti di condizionamento, celle frigo e impianti di stabilizzzione nave, taratura e verifica strumentazione di controllo, come termocoppie, termoresistenze, dinamo tachimetrie e alternatori tachimetrici fino a 3000rpm (elettronica collegata ai sistemi di controllo a propulsione).

Le attività di collaudo riguardano recipienti in pressione, come bombole aria compressa per avviamento e servizi scafo, bombole CO2 e bombole O2. Comprende inoltre punti di forza, bozzelli, ganci, bozze per catena, tiranti, strutture con estensimetri.

certificazioni

Arsenale Militare Messina

La storia

Origini storiche dello Stabilimento

La strategica posizione geografica di Messina le ha offerto sin dall’antichità la possibilità di collocarsi come primario centro non solo di traffici e rotte, ma anche come base per le medesime costruzioni navali. Fino al 1615 infatti era operante un Arsenale, che funzionò come polo infrastrutturale per le marine imperiale e reale. Esso era dislocato prima nella zona della Darsena, poi nei pressi del Palazzo Reale a Terranova e infine di fianco alla fortezza del Santissimo Salvatore. Proprio l’ultima dislocazione, così a ridosso delle batterie di difesa dell’arroccamento di difesa cittadina, ne comportò la necessità di demolizione, nonostante fosse riconosciuto come impianto cantieristico d’eccellenza. La necessità d’istallare in città un nuovo stabilimento navale arrivò alfine nel 1860, in concomitanza con le nuove necessità del nascente Stato italiano. L’esigenza venne rintracciata dalla stessa amministrazione comunale, volta a creare in città un polo in grado di sviluppare le più aggiornate tecniche costruttive delle navi in ferro con propulsione a vapore. Pertanto, partendo da un’esigenza mercantile il Genio Civile fu incaricato del progetto per la costruzione di un bacino di carenaggio in muratura. Difficoltà e ritardi portarono l’avvio effettivo dei lavori solo nel 1869. Al suo completamento, l’impianto venne comunque posto in concessione ai privati, visto che il comune di Messina non risultò capace di poter gestire in proprio le articolate attività. Una parziale ripresa in mano pubblica avvenne solo nel 1924, quando la gestione passò a un Consorzio cittadino, che però durò appena otto anni, visto che nel 1932 l’Arsenale venne devoluto completamente alla Regia Marina. La Forza Armata implementò le strutture, che vennero completamente rinnovate e ingrandite, individuando in Messina la possibilità di costruzione e di riparazione delle navi. Oltre alle attività cantieristiche a quel punto l’Arsenale divenne anche una base fissa delle unità operative e soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale numerosi reparti navali vi trovarono sede fissa o temporanea, in relazione alle esigenze belliche. Superato il periodo di gestione alleata della Sicilia e ormai in pieno periodo postbellico, l’Arsenale tornò ad essere una base operativa, questa volta della Marina Militare. Nella prima metà degli anni Cinquanta non mancarono poi nuovi lavori edilizi, soprattutto per adeguare le strutture ai maggiori tonnellaggi ormai in uso. Si riuscì così a rispondere alle variegate esigenze di manutenzione delle diverse tipologie di navigli da battaglia o da ricognizione. Non mancò poi la stessa funzione di base operativa di unità dragamine sia costieri sia d’altura, oltre ad essere fino alla fine del 2002 anche sede del Comando Militare Marittimo della Sicilia, prima del suo passaggio ad Augusta. Le diverse e continue variazioni logistiche e di dipendenza portarono poi già dal 2001 il passaggio dell’Arsenale sotto la gestione dell’Agenzia Industrie Difesa, che promosse a quel punto un rilancio anche dell’offerta cantieristica rivolta al mercato civile e a quello della nautica da diporto. Grazie a un complesso industriale di circa 55.000 mq oggi l’Arsenale dispone di un cantiere, officine, magazzini e uffici, suddiviso in reparti, incaricati della costruzione, della messa in acqua, della prova motori, della revisione di apparecchiature elettriche, elettroniche, pneumatiche, oleodinamiche, propulsive e meccaniche. Tra le principali attività possono essere ricordate quelle relative alla demilitarizzazione e allo smaltimento delle unità navali della NATO fino a 2.000 tonnellate. Partendo da questa esperienza consolidata sono in progetto analoghi studi sulla conversione anche di mezzi terrestri, con un recupero di materiali e motori, da poter riconvertire nell’industria energetica ad uso civile. Tra le altre commesse vanno citate quelle intervenute tra Guardia Costiera e omologa struttura del Panama, che hanno permesso alle maestranze italiane di esportare anche in America Centrale le risultanze del proprio patrimonio professionale. Infine, contestualmente alle attività come stabilimento industriale, per l’Arsenale è ripresa anche un’attività come polifunzionale sede operativa. Dal 2004 esso è divenuto sede del Reparto Supporto Navale Guardia Costiera, garantendo così sia un supporto logistico al più ampio servizio civile del corpo delle Capitanerie di Porto. In seguito, si è aggiunta anche la funzione di base operativa per alcuni pattugliatori della Guardia di Finanza.

Direttore dello Stabilimento

Capitano di Fregata GIUSEPPE DI MODICA

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