stabilimento militare propellenti - fontana liri
Stabilimento Militare Propellenti Fontana Liri
capacità industriali
nuova energia per la difesa
Dopo il fermo degli impianti avvenuto nel 2017, la Direzione Generale di AID ha avviato, con il contributo di società private di elevata professionalità, una intensa fase di progettazione volta ad assicurare la ripartenza degli impianti di produzione.
Già nel 2024, con la ripartenza della centrale idroelettrica, è stata riavviata la produzione di energia elettrica grazie ad un’accordo siglato tra AID e Enel Green Power Italia.
Ad oggi, è in fase di ultimazione il progetto esecutivo per il revamping della fabbrica di polvere sferica, la cui ripartenza è prevista entro due anni. Sono in corso, inoltre, le attività propedeutiche per la progettazione ed il revamping delle altre due fabbriche per la produzione di materiale energetico.
Inoltre, attualmente è in corso una intensa attività volta alla bonifica di alcune parti di impianti e di aree interne allo Stabilimento.
Stabilimento Militare Propellenti Fontana Liri
LA STORIA
ORIGINI STORICHE DELLO STABILIMENTO
Lo Stabilimento Militare Propellenti di Fontana Liri trae origine dall’esigenza alla fine dell’Ottocento di costruire in una zona protetta da minacce esterne, ma ricca di risorse idriche, un nuovo impianto di produzione militare, che sostituisse i precedenti impianti di Scafati e Fossano. La scelta, da parte dell’apposita Commissione ministeriale di trovare in Fontana Liri e più specificatamente nella contrada Madonna degli Zapponi il sito più idoneo, fu determinata dall’esito di un esame combinato, tale da ritenere la località funzionale a tutte le esigenze strategiche e industriali. Il salto naturale del fiume Liri, infatti, avrebbe garantito l’avvio di un’autonoma riserva energetica, necessaria all’alimentazione degli impianti, che iniziarono a essere costruiti a partire dal novembre 1891. Chiusi i lavori di realizzazione, che durarono circa un anno, alcune maestranze del Laboratorio di precisione di Torino e dei dismettenti Polverifici di Scafati e Fossano raggiunsero Fontana Liri, per curare le operazioni d’impianto dei macchinari, azioni propedeutiche all’avvio industriale. Pertanto, quando nel 1894 venne iniziata la produzione del noto Fucile modello 91 con calibro 6,5 mm, se il Pirotecnico di Capua si iniziò a occupare della creazione delle polveri, il Polverificio sul Liri si occupò invece dell’allestimento delle parti metalliche e dell’innesco, oltre a provvedere all’assiematura della cartuccia. Come pare ovvio, l’incremento manifatturiero in una località come Fontana Liri divenne un autentico volano socioeconomico, tale da sviluppare anche un notevole indotto di operai specializzati, funzionale anche all’incremento degli impianti, che si avvantaggiavano pure di una centrale idroelettrica e di caldaie a vapore. L’attrattiva per il centro ciociaro venne confermato anche dall’istituzione di un locale Comando d’artiglieria, divenuto nel 1894 Direzione d’artiglieria del Polverificio. L’incremento produttivo fu anche determinato da continue sperimentazioni su composizioni chimiche e quindi sui prodotti finiti, che vennero puntualmente anche a livello balistico. Per questo motivo, nel 1898 venne realizzata anche la linea di tiro per piccoli calibri – nell’area ancora oggi nota come Tirocannone – dopo poco rivelatasi però inadatta e quindi superata quattro anni dopo da un vero e proprio poligono. Sempre nel 1904 lo stabilimento fu ridenominato in Regio Polverificio sul Liri, sviluppando studi, ricerche e sperimentazioni di nuovi prodotti. L’efficienza dell’opificio venne confermata anche dalla scelta, avvenuta nel 1909, di istituire un Comitato superiore direttivo tecnico-scientifico, articolato su un reparto chimico, un reparto meccanico e un servizio amministrativo. Si arrivò così alla vigilia della Grande Guerra, epoca in cui gli operai erano poco meno di 500 unità, tutti esentati dalla mobilitazione bellica, per l’evidente specializzazione, difficilmente sostituibile in tempo di guerra. Gli incrementi quantitativi e qualitativi raggiunti nei mesi di conflitto risultarono, però, eccessivi una volta arrivata la pace. Pertanto, a partire dal 1919 avvenne una forte contrazione di lavorazioni e maestranze, per le inevitabili minori richieste da parte delle Forze Armate, già rifornite di un notevole quantitativo di residuati bellici da smaltire. Fu così che per gli anni Venti le quasi uniche attività del Polverificio furono caratterizzate dalla lavorazione di riuso o smaltimento di quanto proveniente dal fronte. La situazione cambiò nel corso degli anni Trenta, una volta che le ambizioni proiettive nazionali portarono a un sensibile ricambio dei munizionamenti. Fu così che soprattutto tra il 1936 e il 1938 riprese con energia anche la sperimentazione di nuove componenti esplosive, dovendo provvedere ai diversi impegni bellici, in cui erano impegnate le Forze Armate italiane. Tale supporto crebbe poi con l’intervento nella Seconda guerra mondiale, evento che incrementò le commesse e le linee di produzioni, tanto da portare le maestranze su turni a garantire un ininterrotto regime di produzione. La sensibilità del sito industriale comportò poi l’allestimento anche di un’adeguata difesa antiaerea, viste le frequenti incursioni di bombardieri nemici, che pregiudicarono sempre più l’efficienza degli impianti. La situazione divenne ancora più critica all’indomani della proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Le occupanti truppe tedesche furono celeri a impossessarsi del Polverificio con lo scopo di smantellare i macchinari e inviarli nel nord del Paese, di loro pieno controllo strategico. Nuovi bombardamenti alleati pregiudicarono quanto era rimasto e solo il completamento del passaggio del fronte offrì a Fontana Liri di poter riprendere un’attività industriale, compresa quella del distrutto e depredato Polverificio. Fu così che a partire dall’estate 1944 venne avviata la ricostruzione del complesso manifatturiero, che nel giro di pochi mesi tornò alla propria attività, principalmente dedicata al brillamento e alla neutralizzazione di nuovi residuati bellici. Il periodo postbellico venne a caratterizzarsi per continue variazioni, che spesso paventarono anche una possibile chiusura dello stabilimento, nonostante l’alta specializzazione della produzione di propellenti per artiglierie e per armi portatili. Proprio l’eccellenza acquisita in questo tipo di materiali portò l’amministrazione militare a rilanciare il sito industriale di Fontana Liri. Cambiando in due occasioni anche la propria denominazione, nel 1984 esso divenne Stabilimento militare propellenti, tornando così ad avere una maggiore dignità nel novero del complesso manifatturiero sussidiario delle Forze Armate, tanto da entrare a partire dal 2002 nelle dipendenze dell’Agenzia Industrie Difesa.
Stabilimento militare propellenti
IL FIUME LIRI E LA CENTRALE IDROELETTRICA
Lungo circa 120 chilometri il fiume Liri attraversa Abruzzo, Lazio e Campania. Questa risorsa naturale è da sempre alla base delle attività dello Stabilimento Militare Propellenti.
La centrale idroelettrica all’interno dello Stabilimento dell’Agenzia rappresenta una eccellente risorsa per la produzione di energia pulita.
La sua produttività ha negli anni garantito una alta rendita in termini di guadagni poi reinvestiti dall’Agenzia nel territorio e nello sviluppo di nuovi progetti.
L’impianto è costituito da 3 turbine Kaplan della potenzialità generativa di 1480 kW ciascuna.
Il prelievo di acqua avviene direttamente dal Fiume Liri, immediatamente a valle dello scarico della centrale idroelettrica di Enel Green Power Italia, denominata Centrale di Fontana Liri. A valle della vasca di carico partono tre condotte forzate che indirizzano l’acqua ai tre gruppi idroelettrici della Centrale, per poi uscire attraverso un’opera di restituzione consistente in un canale con tre paratoie di scarico.
Dopo un fermo di circa 3 anni della centrale idroelettrica per adeguamento alle norme e standard di sicurezza, nel corso del 2022 è stato siglato tra l’Agenzia Industrie Difesa e la società ENEL GREEN POWER ITALIA s.r.l. un contratto per la riattivazione e la gestione della centrale idroelettrica dello Stabilimento che garantirà una disponibilità di energia per tutta la durata della concessione oltre ad una FEE sull’energia in eccesso prodotta dalla centrale.
La produzione di energia elettrica è stata riavviata nel 2024.
dove siamo e contatti
- Corso Trieste, 1 03035 Fontana Liri (FR)
- EMAIL: smp@aid.difesa.it
- TEL: 0776 525777
- FAX: 0776 525000





