il rilancio industriale fa ripartire le produzioni

Stabilimento Militare Propellenti Fontana Liri

LA STORIA

ORIGINI STORICHE DELLO STABILIMENTO

Lo Stabilimento militare propellenti di Fontana Liri trae origine dall’esigenza alla fine dell’Ottocento di costruire in una zona protetta da minacce esterne, ma ricca di risorse idriche, un nuovo impianto di produzione militare, che sostituisse i precedenti impianti di Scafati e Fossano. La scelta, da parte dell’apposita Commissione ministeriale di trovare in Fontana Liri e più specificatamente nella contrada Madonna degli Zapponi il sito più idoneo, fu determinata dall’esito di un esame combinato, tale da ritenere la località funzionale a tutte le esigenze strategiche e industriali. Il salto naturale del fiume Liri, infatti, avrebbe garantito l’avvio di un’autonoma riserva energetica, necessaria all’alimentazione degli impianti, che iniziarono a essere costruiti a partire dal novembre 1891.
Chiusi i lavori di realizzazione, che durarono circa un anno, alcune maestranze del Laboratorio di precisione di Torino e dei dismettenti Polverifici di Scafati e Fossano raggiunsero Fontana Liri, per curare le operazioni d’impianto dei macchinari, azioni propedeutiche all’avvio industriale. Pertanto, quando nel 1894 venne iniziata la produzione del noto Fucile modello 91 con calibro 6,5 mm, se il Pirotecnico di Capua si iniziò a occupare della creazione delle polveri, il Polverificio sul Liri si occupò invece dell’allestimento delle parti metalliche e dell’innesco, oltre a provvedere all’assiematura della cartuccia.
Come pare ovvio, l’incremento manifatturiero in una località come Fontana Liri divenne un autentico volano socioeconomico, tale da sviluppare anche un notevole indotto di operai specializzati, funzionale anche all’incremento degli impianti, che si avvantaggiavano pure di una centrale idroelettrica e di caldaie a vapore. L’attrattiva per il centro ciociaro venne confermato anche dall’istituzione di un locale Comando d’artiglieria, divenuto nel 1894 Direzione d’artiglieria del Polverificio.
L’incremento produttivo fu anche determinato da continue sperimentazioni su composizioni chimiche e quindi sui prodotti finiti, che vennero puntualmente anche a livello balistico. Per questo motivo, nel 1898 venne realizzata anche la linea di tiro per piccoli calibri – nell’area ancora oggi nota come Tirocannone – dopo poco rivelatasi però inadatta e quindi superata quattro anni dopo da un vero e proprio poligono. Sempre nel 1904 lo stabilimento fu ridenominato in Regio Polverificio sul Liri, sviluppando studi, ricerche e sperimentazioni di nuovi prodotti. L’efficienza dell’opificio venne confermata anche dalla scelta, avvenuta nel 1909, di istituire un Comitato superiore direttivo tecnico-scientifico, articolato su un reparto chimico, un reparto meccanico e un servizio amministrativo.
Si arrivò così alla vigilia della Grande Guerra, epoca in cui gli operai erano poco meno di 500 unità, tutti esentati dalla mobilitazione bellica, per l’evidente specializzazione, difficilmente sostituibile in tempo di guerra.
Gli incrementi quantitativi e qualitativi raggiunti nei mesi di conflitto risultarono, però, eccessivi una volta arrivata la pace. Pertanto, a partire dal 1919 avvenne una forte contrazione di lavorazioni e maestranze, per le inevitabili minori richieste da parte delle Forze Armate, già rifornite di un notevole quantitativo di residuati bellici da smaltire. Fu così che per gli anni Venti le quasi uniche attività del Polverificio furono caratterizzate dalla lavorazione di riuso o smaltimento di quanto proveniente dal fronte.
La situazione cambiò nel corso degli anni Trenta, una volta che le ambizioni proiettive nazionali portarono a un sensibile ricambio dei munizionamenti. Fu così che soprattutto tra il 1936 e il 1938 riprese con energia anche la sperimentazione di nuove componenti esplosive, dovendo provvedere ai diversi impegni bellici, in cui erano impegnate le Forze Armate italiane. Tale supporto crebbe poi con l’intervento nella Seconda guerra mondiale, evento che incrementò le commesse e le linee di produzioni, tanto da portare le maestranze su turni a garantire un ininterrotto regime di produzione.
La sensibilità del sito industriale comportò poi l’allestimento anche di un’adeguata difesa antiaerea, viste le frequenti incursioni di bombardieri nemici, che pregiudicarono sempre più l’efficienza degli impianti.
La situazione divenne ancora più critica all’indomani della proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Le occupanti truppe tedesche furono celeri a impossessarsi del Polverificio con lo scopo di smantellare i macchinari e inviarli nel nord del Paese, di loro pieno controllo strategico.
Nuovi bombardamenti alleati pregiudicarono quanto era rimasto e solo il completamento del passaggio del fronte offrì a Fontana Liri di poter riprendere un’attività industriale, compresa quella del distrutto e depredato Polverificio. Fu così che a partire dall’estate 1944 venne avviata la ricostruzione del complesso manifatturiero, che nel giro di pochi mesi tornò alla propria attività, principalmente dedicata al brillamento e alla neutralizzazione di nuovi residuati bellici.
Il periodo postbellico venne a caratterizzarsi per continue variazioni, che spesso paventarono anche una possibile chiusura dello stabilimento, nonostante l’alta specializzazione della produzione di propellenti per artiglierie e per armi portatili.
Proprio l’eccellenza acquisita in questo tipo di materiali portò l’amministrazione militare a rilanciare il sito industriale di Fontana Liri. Cambiando in due occasioni anche la propria denominazione, nel 1984 esso divenne Stabilimento militare propellenti, tornando così ad avere una maggiore dignità nel novero del complesso manifatturiero sussidiario delle Forze Armate, tanto da entrare a partire dal 2002 nelle dipendenze dell’Agenzia Industrie Difesa.

DIRETTORE DELLO STABILIMENTO

colonnello ING. MICHELE CRISTINO

Ufficiale del Corpo degli ingegneri dell’Esercito con specializzazione in “mobilità e contromobilità”. Nato a San Severo (FG) nel 1972, si è laureato in “Ingegneria Elettrica” presso il Politecnico di Torino. Al temine del percorso formativo presso la Scuola di Applicazione di Torino, nel 2001, è stato assegnato al Comando Brigata “Pinerolo” dove è stato impiegato quale Ufficiale addetto alla Sezione Trasporti e materiali dell’Ufficio Logistico. Dal luglio 2002 al febbraio 2003 è stato impiegato, quale Capo cellula ingegneri della Divisione J4 del NATO HEADQUARTERS TIRANA, nell’ambito dell’Operazione “Joint Guardian” in Albania.

Dal 2003 al 2015 ha ricoperto svariati incarichi di Capo Sezione presso il Polo di Mantenimento dei Mezzi di Telecomunicazione, Elettronici ed Optoelettronici in Roma. Dal 2015 al 2021 ha ricoperto gli incarichi di Capo Sezione Formazione Avanzata e di Capo Sezione Coordinamento del Comando Tecnico del Comando Logistico dell’Esercito.

Dal 2021 al 2023 è stato assegnato alla Direzione degli Armamenti Terrestri in cui ha ricoperto gli incarichi di Capo della 2^ Sezione della 5^ Divisione del II Reparto e Capo Servizio Attrezzature e Materiali da Campagna, Materiale Ferroviario e Mezzi Mobili Campali del III Reparto e RUP per i mandati assegnati al Servizio.

Dopo la laurea e l’abilitazione alla professione di ingegnere ha frequentato numerosi corsi tra i quali: il 134° Corso di Stato Maggiore presso la Scuola di Applicazione di Torino; Diploma di Master di II livello in “Gestione degli appalti pubblici. Il nuovo codice dei contratti, concessioni, appalti e ppp”; Corso di “Ingegneria Forense – Corso di diritto sostanziale e processuale nell’ambito della Consulenza Tecnica d’Ufficio” organizzato dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Roma.

Dal 13 ottobre 2023 ricopre l’incarico di Direttore dello Stabilimento Militare “Propellenti” di Fontana Liri (FR).

Stabilimento Militare Propellenti Fontana Liri - 1

Stabilimento Militare Propellenti Fontana Liri

Rilancio industriale

IN PARTNERSHIP CON PRIVATI

Dopo un periodo di inattività, nel marzo 2021 la nuova Direzione Generale in stretta collaborazione con il Direttore dello Stabilimento e le rappresentanze sindacali, ha indetto una manifestazione di interessi per nuove partnership con privati.

Già nel giugno 2021 due società leader nel settore delle polveri e degli armamenti hanno entusiasticamente risposto alla manifestazione di interessi. Entro il periodo estivo sarà finalizzata la stesura del testo per indire la gara volta a concludere la procedura così che lo Stabilimento sia in grado di avviare i lavori per la ripartenza nel settembre 2021. 

In concomitanza con tale attività di ammodernamento è stato lanciato il bando specifico per la gestione della Centrale idroelettrica dello Stabilimento che, una volta svolti i lavori di messa a norma necessari, entrerà a pieno regime. 

 

Stabilimento militare propellenti

IL FIUME LIRI E LA CENTRALE IDROELETTRICA

Lungo circa 120 chilometri il fiume Liri attraversa Abruzzo, Lazio e Campania. Questa risorsa naturale è da sempre alla base delle attività dello Stabilimento Militare Propellenti. 

La centrale idroelettrica all’interno dello Stabilimento dell’Agenzia rappresenta una eccellente risorsa per la produzione di energia pulita.

La sua produttività ha negli anni garantito una alta rendita in termini di guadagni poi reinvestiti dall’Agenzia nel territorio e nello sviluppo di nuovi progetti.

*Così come per lo Stabilimento tutto, attualmente sono in corso indagini di messa a norma per la riattivazione degli impianti.

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