Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare Firenze

La storia

Origini storiche dello stabilimento

Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze trae la sua origine funzionale dal Regio Viglietto del 22 dicembre 1832, data in cui Re Carlo Alberto di Savoia fondò il Consiglio Superiore dell’Armata Sarda, tra i cui membri, fu accolto un chimico farmacista. La disposizione normativa prevedeva anche l’esigenza di «ordinare, appena possibile, lo stabilimento di un laboratorio generale chimico farmaceutico». La necessità di tale specificità comportò, tuttavia, solo nel 1853 l’istituzione di un ente preposto alla lavorazione dei preparati d’uso. Fu così che il nuovo Sovrano Vittorio Emanuele II in data 26 giugno 1853 approvò il Regio Decreto per l’organizzazione del Servizio Chimico-Farmaceutico Militare. Più nello specifico l’articolo 1° recitava: «Pel miglior andamento del servizio farmaceutico militare è instituito un Deposito di Farmacia Militare, con annessovi un laboratorio generale chimico-farmaceutico, da cui dovranno essere somministrati in massima tutti i medicamenti che siano per occorrere al servizio sanitario e di veterinaria per l’Armata di terra, tanto negli Spedali militari, che presso i corpi e Stabilimenti, ove esistono Infermerie». Il Deposito di Farmacia Militare aveva sede a Torino in corso Siccardi e nel 1884 esso cambiò il suo nome in Farmacia Centrale Militare. Nella sua evoluzione funzionale lo Stabilimento si caratterizzò a partire dall’anno 1900 anche per l’importante Laboratorio di produzione del chinino dello Stato, la cui distribuzione su tutto il territorio nazionale fu di grande efficacia nella coeva lotta contro il morbo della malaria come di ogni altra esigenza di carattere civile e sociale. La rilevanza internazionale dello Stabilimento lo portò a essere premiato presso l’Esposizione Internazionale d’Igiene Sociale di Parigi nel 1911. L’esperienza bellica della Grande Guerra portò poi la valutazione di nuovi aggiornamenti, proprio per rispondere alle diverse esigenze emerse dal conflitto. Così nel 1920 l’ente cambiò ancora denominazione, divenendo Istituto Chimico Farmaceutico Militare, trasferendosi poi nel 1931 a Firenze nel quartiere Rifredi, per assumere un carattere geografico più rispondente alle necessità di approvvigionamento e di distribuzione sull’intera estensione del Regno d’Italia.

L’impianto toscano si caratterizzò per una sua ottima funzionalità, occupando un’area di circa 55.000 mq e allestendo la linea produttiva non solo verso un’ampia gamma di specialità farmaceutiche e medicamenti, ma anche di prodotti cosmetici e alimentari. Negli anni Quaranta tra maestranze e ufficiali chimico-farmacisti il personale impiegato si aggirava intorno alle 2.000 unità, provenienti di massima dal Corpo Sanitario dell’Esercito. La Seconda guerra mondiale segnò profondamente la stabilità della struttura, tra l’altro oggetto di devastazione da parte delle truppe tedesche in ritirata. In particolare, Il 5 agosto del 1944, lo Stabilimento divenne sede di un eccidio nazista conosciuto come “la strage di Castello”. I tedeschi fucilarono per rappresaglia dodici fiorentini che avevano trovato rifugio nei sotterranei dell’Ente utilizzati come rifugio antiaereo dalla popolazione civile (le vittime – Aldo Bartoli, Giorgio Biondo, Ugo Bracciotti, Silvano Fiorini, Francesco Iacomelli, Francesco Granili, Michele Lepri, Mario Lippi, Giuseppe Mazzola, Vittorio Nardi (di soli 16 anni), Attilio Uvale e Tullio Tiezzi).

Tra gli atti di vandalismo va ricordata la distruzione della centrale termica dello stabilimento. Nonostante i gravi danni, durante il periodo della ricostruzione l’Istituto ebbe un forte rilancio, considerata la sua essenziale missione non solo ascrivibile al contesto militare. L’allestimento ordinario ed emergenziale in occasione di calamità naturali o crisi sanitarie (alluvione di Firenze, terremoto del Friuli, disastro di Cernobil) divenne il fiore all’occhiello dell’ente. Proprio questa crescente rilevanza a livello nazionale e internazionale (dal 1953 al 1980 aveva una sede distaccata a Mogadiscio in Somalia) aveva comportato, del resto, nel 1976 una sua diversa collocazione nell’organigramma tecnico-industriale del Ministero della Difesa.  

Pertanto, con la sua nuova denominazione di Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare esso venne elevato a ente interforze, collocandosi alle dirette dipendenze della Direzione Generale della Sanità Militare di Roma. Dal 2001 lo Stabilimento è entrato infine alle dipendenze dell’Agenzia Industrie Difesa. A seguito di queste ultime importanti ristrutturazioni, esso andava così a rispondere alle più svariate richieste delle Forze Armate nel loro complesso sia in ambito sanitario sia di supporto parafarmaceutico o alimentare per la cura della persona. Da evidenziare come su disposizione congiunta dei Ministeri della Salute e della Difesa del 2014, è stata avviata pure la sperimentazione a livello terapeutico di estratti della cannabis. Come pare ovvio, l’attività dello Stabilimento non è mancato neppure in occasione della pandemia mondiale da Covid-19, quando l’ente ha realizzato apposite soluzioni di disinfezione di mani e superfici, adottati con tempestività nell’Ospedale militare da campo di Piacenza.

Nel 2024 con la nuova direzione si è dato impulso alla valorizzazione storica dello Stabilimento con la realizzazione del monumento ai caduti, pennone dell’alzabandiera tra un percolatore e distillatore, illuminazione esterna, monumento commemorativo della “Strage di Castello” e galleria della Memoria circolo unificato, nucleo chirurgico Dogliotti.

Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare è diventato Luogo del Cuore del Fondo Ambiente Italiano (FAI) ed è stato insignito, lo scorso 6 giugno 2025, dal Presidente Eugenio Giani con il Pegaso D’oro onorificenza della Regione Toscana.

stabilimento chimico farmaceutico militare

centosettantesimo anniversario

Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare Firenze - 1

Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare Firenze

Direttore dello stabilimento

Colonnello ARCANGELO MORO

Il Colonnello Moro, nato a Brindisi il 24 agosto 1970 e vissuto a Tricase (Le) dove ha frequentato il Liceo Scientifico “G. Stampacchia”, è stato ammesso all’Accademia Militare di Modena quale frequentatore del 171°corso “Fede” – conseguendo nel settembre del 1991, la nomina di Ufficiale Carrista, con il grado di Sottotenente.

Dopo aver frequentato la Scuola di Applicazione di Torino (1991 – 1993), il corso tecnico – applicativo presso la Scuola Truppe Corazzate di Lecce e aver conseguito la Laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Torino, è stato assegnato al 1° Reggimento Corazzato di Teulada e successivamente al 33° Reggimento Carri di Ozzano dell’Emilia, dove ha assolto gli obblighi di comando di Plotone, di Compagnia e di Staff (1994 – 1998), partecipando anche  all’operazione “Vespri Siciliani” e “Forza Paris”. Nell’agosto del 1999 assume l’incarico di primo direttore di Radio West in Kosovo, durante l’operazione “Joint Guardian”, ove progetta e realizza tutto palinsesto dell’emittente in collaborazione con la RAI ed RTL 102.5, realizzando numerose interviste/interventi tra i quali Giovanni Paolo II, pubblicando con RAI ERI il libro autobiografico “Radio West la voce dei militari in Kosovo” (ed. 2002). Per l’attività svolta ha ricevuto a Bari, il premio internazionale di giornalismo “Caravella del Mediterraneo”.

Al termine dell’esperienza viene assegnato alla Scuola Militare Teulié di Milano (2002 – 2004) dove oltre a Comandare la Compagnia Allievi (corso Musso II) e la Compagnia Comando e Servizi si occupa delle relazioni esterne della Scuola, progettando e realizzando le celebrazioni con il comune di Milano delle “Cinque Giornate”, nonché tutte gli eventi connessi con i festeggiamenti del Bicentenario della fondazione della Scuola, circostanza nella quale alla presenza del Presidente della Repubblica riesce, con le autorità locali, a favorire l’assegnazione della cittadinanza onoraria e del premio “Ambrogino d’oro” all’Ateneo. Durante il periodo in parola, oltre a conseguire la Laurea in Scienze Strategiche, il master di II livello in Geopolitica del Mediterraneo presso l’Università degli Studi di Cassino, assume la presidenza del Comitato Intermedio della Rappresentanza Militare del Comando delle Scuole dell’Esercito fino al 2012 (IX e X mandato).

Frequenta nel 2003 – 2004 il 129° corso di Stato Maggiore presso la Scuola di guerra di Civitavecchia, nonché il 6° Corso Pluritematico presso la Scuola di Applicazione di Torino, conseguendo il master di II livello in Scienze Strategiche presso l’Università degli studi di Torino. Assegnato al Comando delle Scuole di Roma quale Ufficiale addetto presso l’Ufficio Normativa e Studi, realizza quale project officer il Polo di Eccellenza per le Operazioni di Stabilizzazione e Ricostruzione (centro di consulenza e formazione per funzionari e dirigenti nazionali ed esteri) dell’Esercito presso la Scuola di Applicazione di Torino, avviando il primo corso nazionale in Post Conflict Rebuilding Management Senior e Junior in sinergia con altri Dicasteri operanti nelle Aree di Crisi;

Nel 2006 viene eletto nel Comitato Centrale della Rappresentanza Militare (COCER X mandato), e assume la carica Vicepresidente Vicario dell’Esercito ed Interforze sino al 2012. Durante il periodo in argomento ha contribuito ad alcune proposte legislative tra le quali il Fondo di Efficienza per i Servizi Istituzionali (FESI) e la norma di “specificità”. Ha partecipato alla concertazione economica biennio 2006 – 2008, 2008 – 2010 e normativa 2006 – 2010 quale parte sociale per la categoria Ufficiali, nonché a diverse audizioni in Commissione Difesa di Camera e Senato tra le quali l’indagine conoscitiva della condizione del personale militare.

Nel 2008 viene impiegato nella missione NTMI (Nato Training Mission in IRAQ) quale Senior Mentor presso il Joint Staff College in Baghdad, dove oltre a pianificare e migliorare l’offerta formativa per la classe dirigente militare Irachena, attraverso una strategia comunicativa e relazionale nonché di eventi mirati (1°Trophy of Solidarity and Friendship con la partecipazione del Primo Ministro Iracheno Al Maliki) è riuscito a ristabilire e migliorare le relazioni tra la NATO, US (Coalition Willings), e l’autorità militari Irachene presso la sede di Al Rustamiyah.

Dal 2011 al 2012 frequenta il 14° corso ISSMI presso il Centro Alti Studi della Difesa dove consegue il master di II livello in relazioni internazionali presso l’Università di Roma Tre, e l’abilitazione quale Consigliere Giuridico delle Forze Armate. Successivamente presso il 28° Reggimento Pavia si qualifica specialista PSYOPS. Nel 2013 assume il Comando dell’8° Battaglione Carri presso il 132°, ovvero di Vicecomandante del Reggimento Carri di Cordenons dove progetta e realizza con le autorità locali, in occasione della festa delle Forze Armate, l’evento “Italia Condivisa”.

Nel periodo 2014 –  2019 viene assegnato al Comando Logistico dell’Esercito dove assume l’incarico di Capo Sala operativa e successivamente di Capo Ufficio dei seguenti Uffici: Coordinamento, Affari Generali e Programmazione Finanziaria e Studi. In tale ambito, ha provveduto alla revisione ordinativa di tutta l’area del COMLOG, comprensiva dei Comandi d’Arma e Servizi, del Policlinico Militare “Celio” e della Direzione di Intendenza. Inoltre, quale project officer ha pianificato ed organizzato diverse attività ed eventi tra le quali:

  • “Who Does What (2016)”, “Complex Pallex (2017) e Diapason Log (2018) che hanno portato alla stesura e sperimentazione della PDE – 4 (Dottrina Logistica dell’Esercito) e alla revisione dello strumento logistico dell’Esercito, contenuti peraltro pubblicati nell’ articolo n. 1/2018 della Rivista Militare dal titolo “Il Sostegno Logistico alle Operazioni Militari”, di cui è autore;
  • “Stati Generali della Logistica Militare: logistica/industria 4.0”, i cui atti sono stati sviluppati e redatti in uno specifico libro pubblicato dal COMLOG, di cui è autore;
  • “Bolla dimostrativa” durante la 2^ Sessione di Integrazione Operativa (SIO), ove nel Poligono di Monte Romano, per la prima volta è stato creato con tutti gli operatori del settore di F.A. e dell’Industria, uno spazio dedicato alla dimostrazione – sperimentazione di tools infologistici per il monitoraggio e la gestione di tutti i mezzi e materiali della F.A. e delle attività logistiche ad esse collegate, nonché per la pianificazione logistica delle operazioni in Patria e all’Estero attraverso l’Integrated Test Bed (ITB). Ciò è stato prodromico alla costituzione dell’Ufficio di Infologistica del COMLOG.

Il Col. MORO dal luglio 2019 ad agosto 2020 è stato assegnato al Comando Centrale Statunitense (US – CENTCOM), con sede in Tampa (FL), dove ha svolto l’incarico di Strategic Analyst and Action Officer per le Violent Extremist Organizations (VEO), Internally Displaced People (IDPs) e Refugees del Comandante del CENTCOM, Gen. Frank McKenzie, ovvero di Deputy Senior National Representatives. Durante il periodo di interesse è stato autore di diversi Strategy Paper che sono stati pubblicati dal CENTCOM e diramati a tutti gli altri Comandi US paritetici, nonché al Pentagono, DoD, Agenzie Governative e non, National Defense University e “think – tank” ad essa collegati. Inoltre, nell’ambito della redazione dello Strategic Estimate di novembre 2019 e maggio 2020, si è occupato come analista della “Great Power Competition” e della “Campagna di massima pressione sull’IRAN”, del US/CENTCOM. Per le attività svolte è stato insignito della US – Joint Commendation Medal.

Nel periodo dal 9 ottobre 2020 al 20 ottobre 2022 ha comandato il Reggimento Addestrativo della Scuola di Cavalleria ove oltre a specializzare Ufficiali, Sottufficiali e Graduati italiani e stranieri dell’Arma di Cavalleria ha condotto una serie di attività, denominate “Cavalry Exercise”, di sperimentazione e verifica di specifiche tecniche, tattiche e procedurali  tese ad arricchire e aggiornare il corpo dottrinale dell’Arma di Cavalleria tra le quali le “Urban operation”, “Swarming operation” con le piattaforme da combattimento, tiro indiretto e impiego dei droni a livello di plotone esplorante. Non ultime le attività addestrative/operative e di sperimentazione con la Blindo Armata Centauro 2, piattaforma da combattimento i cui primi esemplari sono stati assegnati al Reggimento che ha formato gli istruttori.

Dal 11 novembre 2022 al 30 luglio 2024 ha Comandato il Comando Militare Esercito “Puglia” l’interfaccia esclusiva dell’Esercito sul territorio pugliese, nell’ambito del quale ha promosso le relazioni istituzionali e industriali con tutti gli “stakeholders” di riferimento, orientando, nel contempo mirate attività di comunicazione e promozionali per sostenere il reclutamento della Forza Armata, veicolandone valori, storia, tradizioni, attività operative e sviluppi futuri, ovvero promuovendo la “cultura della difesa”. Nel contempo con un efficace gestione del territorio, ha garantito le attività di presidio (Ex. Leone Alato, G7 2024), i concorsi in tempo di pace, ed in tale contesto, inserito nel Comitato Misto Paritetico (CO.MI.PA.), la gestione delle servitù militari ed il mantenimento delle aree addestrative/poligoni pugliesi. Ha gestito inoltre l’attività documentale di oltre 12.000 fascicoli, incentivando il ricollocamento nel mondo del lavoro dei militari congedati senza demerito, gestendo le forze di completamento, espletando, inoltre, le funzioni di assistenza alle famiglie dei militari caduti o colpiti da gravi infortuni/malattia, nonché, di supporto al benessere del personale/delle famiglie dei militari pugliesi attraverso il miglioramento del parco alloggiativo, l’utilizzo della Biblioteca di presidio e della gestione degli Organismi di Protezione Sociale con riapertura del Circolo Unificato dell’Esercito di Bari con annessa foresteria e l’Area logistica addestrativa di “Fesca”.

Dal 23 agosto 2024 è Direttore dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare.

Infine, il Col. Moro è Cavaliere al merito della Repubblica, è stato iscritto all’albo dei giornalisti con diverse collaborazioni tra le quali il CASD, Università degli studi di Bari/Taranto, Trieste, Torino, Milano e Lugano su diversi temi quali “The migration challenges in the Coronavirus Era”, Leadership sustainable, Leadership etica, Radicalizzazione e De-radicalizzazione, Fattori ESG di impresa, La bellezza della Costituzione.

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PORTALE Farmaci SCFM

comunicazioni

Su Portale Farmaci potrai scegliere di ordinare ed acquistare i Farmaci per la cura delle Malattie Rare, prodotti dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

Area riservata alle comunicazioni urgenti ed alle richieste di farmaci del personale assistito dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare.

Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare Firenze

Attività

l’unica azienda farmaceutica dello Stato

Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, la cui mission è quella di essere – “al servizio dei cittadini, delle forze armate, e del paese, per garantire con criteri di qualità, sicurezza, efficacia ed efficienza, la tutela della salute pubblica e la gestione delle emergenze sanitarie nello specifico settore “chimico – farmaceutico”, promuovendo con un approccio “etico – sociale” e sinergia pubblico/privato la ricerca scientifica, la specifica formazione ed informazione, ovvero, la sostenibilità ambientale”, – è considerata l’unica officina farmaceutica dello Stato, storicamente al fianco dei grandi eventi che hanno contraddistinto la storia italiana.

Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, nella sua valenza civile, oltreché, militare è incaricato, per conto del Ministero della Salute (Decreto 27 dicembre 2012 del Ministero della Salute), della custodia e relativa gestione tecnica, di medicinali, tra cui vaccini, antivirali e antidoti, necessari per la protezione ed il trattamento sanitario in caso di emergenze derivanti da atti di offesa terroristica utilizzanti armi non convenzionali, da incidenti o pandemie, con rischi legati ad agenti patogeni, tossine, agenti chimici o radiazioni nucleari. In questo ambito, quale HUB per la difesa Chimica Batteriologica Radiologica e Nucleare (CBRN), l’Ente provvede a distribuire/fornire (in futuro produrre) kit di decontaminazione, autoiniettori e ioduro di potassio.  Lo Stabilimento, è autorizzato inoltre, a produrre e/o importare materie prime farmaceutiche, antidoti ed altri farmaci/medicinali da distribuire nelle forme farmaceutiche autorizzate dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), per garantire la salute pubblica e la gestione delle emergenze, ovvero, dispositivi di protezione individuale, dispositivi medici (dotazioni di pronto soccorso) ed altri prodotti non disponibili sul mercato nazionale e comunitario, così come avvenuto durante la pandemia COVID 19 con la produzione di disinfettante e idrossiclorochina. In futuro quale HUB antipandemico, con l’avvio del nuovo reparto infialabili, anche la distribuzione, in caso di necessità, di vaccini e anticorpi monoclonali su scala industriale.

In particolare, detto reparto è dotato di una macchina di infialamento in asepsi denominata “Azzurra” unica nel panorama internazionale, integralmente automatizzata con un isolatore senza guanti a sei assi che replica i movimenti del braccio umano senza intervento umano diretto, con un processo di riempimento che avviene sotto flusso laminare di sovrapressione, preservando l’integrità e la qualità del prodotto. I bracci robotici intercambiabili e le funzioni meccatroniche riprogrammabili consentono un rapido adattamento a diversi formati di contenitori, supportando la filosofia di preparazione alle emergenze del dipartimento.

Grazie alla ricerca e sviluppo in sinergia con le Università, Centri di ricerca e Istituzioni/Organizzazioni pubbliche e private, il Farmaceutico militare, fedele al suo ruolo etico – sociale, è in grado di produrre e rendere disponibili medicinali destinati ai pazienti affetti da malattie rare, comunemente chiamati “farmaci orfani”, non reperibili sul mercato, perché economicamente non vantaggiosi, per le case farmaceutiche. Inoltre, sulla base della Legge 10 novembre 2021, n. 175 recante “Disposizioni per la cura delle malattie rare e per il sostegno della ricerca e della produzione dei farmaci orfani” lo Stabilimento è inserito a partire dal 2024, nel Comitato Nazionale per le Malattie Rare (CoNaMR), e contribuisce, pertanto, alla redazione del Piano Nazionale per le Malattie Rare.

Inoltre, sulla base della Legge 6 agosto 2015, n. 125  (art. 18) ed a seguito dell’accordo di collaborazione del 18 settembre 2014 tra il Ministero della Difesa e quello della Salute, è stato avviato il progetto “cannabis”, secondo un processo di Good Manufactoring Practicies (GMP), che prevede lo Stabilimento quale unico ed esclusivo ente produttore con una coltivazione su due varietà la FM1 contenente THC e la FM2 contenente THC e CBD, e la lavorazione farmaceutica dell’infiorescenza femminile attraverso l’essiccazione, la macinazione e il confezionamento. I derivati della cannabis, come anche l’estratto oleoso sui quali è in corso uno specifico progetto di R&D con successivo avvio del processo di industrializzazione, trovano impiego clinico in alcune malattie neurologiche (sclerosi multipla, malattia di Parkinson, corea di Huntington, nella sindrome di Gilles de La Tourette, in alcune forme di epilessia) dermatologiche, ginecologiche, nella terapia del dolore cronico sia oncologico sia neuropatico e nella chemioterapia.

Infine per la sua consolidata esperienza nello specifico settore chimico – farmaceutico, lo Stabilimento per conto dell’Agenzia Industrie Difesa, svolge attività di procurement (approvvigionamento e acquisizione nazionale e internazionale) per Farmaci, Antidoti, Dispositivi sanitari e diagnostici, Materie prime.

prodotti e servizi

Rinomata tradizione nella realizzazione di prodotti alimentari, cosmetici, farmacologici e di primo soccorso.

Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare Firenze

medicinali ed emergenze sanitarie

Il Farmaceutico Militare Offre una risposta pronta e sicura al Paese fornendo servizi nel settore sanitario e producendo medicinali e presidi di carattere etico e di interesse strategico, secondo criteri di qualità, efficienza ed efficacia.

Lo SCFM opera senza fini di profitto, ma in termini di complementarietà con le aziende private, in uno spirito di pubblico servizio e secondo criteri di qualità, efficienza ed efficacia ed in piena sinergia.

Lo Stabilimento è autorizzato a produrre

Complementarietà e sinergie

Programmi nazionali

Programmi INTERnazionali

Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare Firenze

malattie rare

Oltre a rifornire le Forze Armate di medicinali e materiali sanitari, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare svolge un ruolo sociale e strategico di grande rilevanza per tutto il Paese.

Grazie alla ricerca e allo sviluppo il Farmaceutico Militare è in grado di produrre e rendere disponibili medicinali destinati ai pazienti affetti da malattie rare. Comunemente chiamati Farmaci Orfani, non reperibili sul mercato perché economicamente non vantaggiosi per le case farmaceutiche.

Servizio Sanitario Nazionale

A beneficio del Servizio Sanitario Nazionale e dei pazienti affetti da gravi patologie, in stretta collaborazione con l’Agenzia Italiana del Farmaco, sta producendo medicinali non altrimenti disponibili

Produzione di "farmaci orfani"

Con il Ministero della Salute e con l’Agenzia Italiana del Farmaco sono stati stipulati Accordi per la produzione di alcuni medicinali considerati carenti dall’organizzazione sanitaria nazionale, particolarmente dei “farmaci orfani”, notoriamente negletti dalle case farmaceutiche.

Produzione, con autorizzazione all’immissione in commercio (AIC), dei seguenti farmaci:

Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare Firenze

produzione cannabis

Iniziato nel 2015 a seguito dell’accordo di collaborazione del 18 settembre 2014 tra il Ministero della Difesa e della Salute, il progetto cannabis prevede la coltivazione standardizzata di cloni della pianta e la lavorazione farmaceutica dell’infiorescenza femminile attraverso l’essiccazione, la macinazione e il confezionamento.

La distribuzione avviene in preparazioni galeniche affidate ai farmacisti su prescrizione medica. Sono disponibili due varietà: la FM1 contenente THC e la FM2 contenente THC e CBD.

I derivati della cannabis trovano impiego clinico in alcune malattie neurologiche, nella terapia del dolore cronico sia oncologico sia neuropatico e nella chemioterapia.

ricerca e sviluppo

LO STABILIMENTO È UN LABORATORIO D'AVANGUARDIA PROIETTATO VERSO IL FUTURO, TRA RICERCA SCIENTIFICA E INNOVAZIONE TECNOLOGICA

In un’epoca segnata da profonde trasformazioni geopolitiche, interruzioni delle catene di approvvigionamento globali e l’emergere di nuove minacce alla sicurezza sanitaria, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (SCFM) di Firenze si conferma come il baluardo della “sovranità farmaceutica” italiana. Un’istituzione unica nel suo genere, capace di coniugare l’eccellenza della ricerca scientifica con la missione di difesa della Patria e della salute pubblica. Per queste ragioni nel 2025 è stato costituito il Centro di Ricerca per la Farmaceutica e Chimica Applicata riconosciuto dal MIUR.

RICERCA E SVILUPPO PER LA DIFESA: PROTEGGERE CHI CI PROTEGGE

L’attività di R&D in ambito militare è orientata a garantire l’autonomia strategica delle Forze Armate. Lo Stabilimento non si limita alla produzione, ma guida l’innovazione in settori critici: Difesa CBRN (Chimica, Biologica, Radiologica, Nucleare): Ricerca avanzata per lo sviluppo di antidoti di nuova generazione e kit di decontaminazione per la protezione del personale militare in scenari di crisi; Medicina da Combattimento: Sviluppo di formulazioni farmaceutiche stabili in condizioni estreme per il supporto tattico sul campo e nelle missioni internazionali; Sovereign Production: In un contesto geopolitico instabile, lo SCFM assicura che l’Italia non dipenda da fornitori esteri per i farmaci essenziali alle operazioni di difesa e sicurezza nazionale.

PROGETTI DI RICERCA IN ITINERE APPROVATI DAL COMITATO PER LA RICERCA SANITARIA INTERFORZE (CORISAMIL)

INNOVAZIONE PER LA SALUTE CIVILE: OLTRE IL PROFITTO

Il carattere “DUAL USE” dello Stabilimento trasforma le competenze militari in un bene pubblico inestimabile, focalizzandosi dove il mercato privato non riesce a intervenire: Farmaci Orfani e Malattie Rare: Lo SCFM è un pilastro della Legge 175/2021 (Testo Unico Malattie Rare), attuando programmi di ricerca e produzione per medicinali “orfani” essenziali per migliaia di cittadini, garantendo la continuità terapeutica; Autosufficienza Nazionale: lo Stabilimento lavora per ridurre la dipendenza dalle importazioni di farmaci e principi attivi critici; Progetti Pilota Avanzati: dalla produzione di cannabis ad uso medico alla sintesi di antidoti per emergenze civili, la R&D è costantemente rivolta a rispondere tempestivamente alle carenze del mercato sanitario.

PROGETTI DI RICERCA IN ITINERE

LE SFIDE FUTURE: RESILIENZA E GEOPOLITICA

Il futuro richiede un’evoluzione verso la resilienza farmaceutica. Le tensioni internazionali e le crisi sistemiche hanno dimostrato che i farmaci sono strumenti di geopolitica. Lo SCFM risponde a queste sfide attraverso: