Il Fiorino d’oro, la più alta onorificenza del Comune di Firenze conferita allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (SCFM).

Il prestigioso riconoscimento è destinato a tutti coloro che, italiani o di altri paesi, in qualsiasi modo abbiano contribuito a dare lustro alla città o si siano distinti a livello internazionale per la loro opera e siano degni pertanto di essere additati al pubblico encomio. 

A consegnare il riconoscimento civico ai vertici dello Stabilimento sarà il sindaco Nardella. La cerimonia si svolgerà in Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento, giovedì 22 novembre alle 11. Seguirà una Lectio Magistralis a cura del Col. Sa. RN spe dr. Antonio Medica, direttore dello Stabilimento, “Passato, Presente e futuro dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare”.

Il Direttore generale dell’AID, Ing. Gian Carlo Anselmino, appresa la notizia ha espresso la piena soddisfazione per l’alto riconoscimento che la città di Firenze ha voluto attribuire al Farmaceutico un’istituzione di eccellenza in ambito medico, scientifico e tecnologico il cui prestigio oltrepassa i confini del Paese ed ha assicurato l’impegno dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare a proseguire nella tradizionale disponibilità, mai venuta meno, di essere al servizio del Paese.

Il Comune di Firenze rende quindi omaggio allo Storico Stabilimento militare nato 165 anni fa. Nel dicembre 1832, data in cui il Re Carlo Alberto di Savoia, con un “Regio Biglietto”, fondò il Consiglio Superiore dell’Armata Sarda, tra i cui membri, fu accolto un chimico farmacista. Nel 1853 fu realizzato a Torino da Vittorio Emanuele II, con il R.D. 26/6/1853, un deposito di Farmacia Militare al quale fu annesso un Laboratorio Generale Chimico Farmaceutico avente il compito di produrre “tutti i medicamenti necessari al Servizio Sanitario e Veterinario per l’Armata di terra”, Ospedali Militari, Corpi Militari, Stabilimenti Militari ed Infermerie. Il ruolo della Farmacia fu precisato con legge 30/9/1873 (la cosiddetta Riforma Ricotti). La sede originaria del Laboratorio di Produzione era in Corso Siccardi a Torino, dove aveva anche sede il Laboratorio del “Chinino di Stato”, in seguito, fu assorbito dal Laboratorio Generale Chimico Farmaceutico.

Dopo il primo conflitto mondiale il Laboratorio Generale Chimico Farmaceutico fu trasferito a Firenze in una sede più moderna e funzionale per quelle che erano le esigenze militari di quel periodo e nel 1920 assunse la denominazione di Istituto Chimico Farmaceutico Militare. A partire dall’ottobre del 1931, l’Istituto entrò nella sua fase produttiva che interruppe durante l’occupazione tedesca a causa della rimozione dei macchinari. Al termine del conflitto i macchinari, recuperati a Merano, furono riportati a Firenze nella sede dell’Istituto, consentendo di riprendere la produzione.  In anni più recenti l’Istituto ha fornito tangibili ed importanti aiuti alla popolazione locale, colpita nella tragica alluvione del 1966, rendendo disponibile la cloramina per rendere l’acqua potabile e distribuendo materiale sanitario per affrontare la grave emergenza. Nel 1976 fu parzialmente modificata la missione dell’Istituto e la denominazione cambiò in Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare.

Dal 2001, in base al DL 300/99, lo Stabilimento è passato alle dipendenze dell’Agenzia Industrie Difesa (AID) .

La lunga storia dello Stabilimento mostra come più volte l’area di intervento non si sia limitata all’ambito militare, in numerosi episodi anche più recenti, è stato coinvolto per rendere disponibili alcuni medicinali la cui produzione le aziende farmaceutiche, per varie ragioni, avevano interrotto.

Il “Farmaceutico Militare” ha sempre dimostrato, nel quadro generale dell’impegno sociale delle Forze Armate, notevole sensibilità per esigenze sia di Protezione Civile, sia del Servizio Sanitario Nazionale fino al più recente impegno, assunto nel 2014, per la produzione di cannabis a scopo terapeutico per garantire la qualità del prodotto finale e la costante disponibilità ai pazienti.