Lo Stabilimento, nato come Reparto staccato del Laboratorio Caricamento Proietti Esercito di Piacenza, è stato costruito nel biennio 1936-37.
Ha iniziato la sua attività nel 1937. Nel corso dell’ultimo conflitto (1940), si è trasformato in un primo tempo, in “Sezione Stabilimento” e successivamente in “Sezione Autonoma” del Laboratorio Caricamento Proietti di Noceto (Parma).
In tale periodo lo Stabilimento lavorò a pieno ritmo raggiungendo una capacità produttiva giornaliera di diecimila colpi c/c di piccolo calibro e di mille proietti di medio calibro, nonché di duemila bombe da mortaio.
Parzialmente distrutto durante il periodo bellico per effetto di sistematici bombardamenti aerei alleati e per l’intensa attività di distruzione dei reparti tedeschi in ritirata, fu riaperto, a liberazione avvenuta, con l’incarico di rastrellare e bonificare l’area interna dello Stabilimento e quella del Comune di Spoleto.
Completata l’opera di riparazione delle infrastrutture e degli impianti, lo Stabilimento riprese gradualmente la sua attività, ottemperando in pieno ai compiti di istituto, quale Laboratorio Caricamento Proietti Esercito.
Nel 1977 infine, ha assunto, per effetto di Decreto del Ministro della Difesa, la denominazione Stabilimento Militare del Munizionamento Terrestre. Nel mese di luglio 2003 lo Stabilimento è transitato in Agenzia Industria Difesa.
Dal 1937 lo Stabilimento di Baiano di Spoleto è attivo nel settore dell'allestimento e ripristino di bombe a mano e munizionamento di medio e grosso calibro, nonché nella demilitarizzazione di munizionamento.
Più recentemente ha operato nella revisione di sistemi d'arma Tow, Milan e Panzerfaust, nell'allestimento di parti metalliche del munizionamento, nella distruzione di sei milioni di mine anti persona a pressione e di seicentomila da esercitazione.